Calendario degli avvenimenti più importanti nella storia recente della mastoplastica additiva e delle protesi mammarie

Nel 1992 le protesi mammarie in silicone vennero messe al bando in quasi tutti gli stati in attesa che studi scientifici più accurati ne escludessero ipotetici elementi di rischio. Il tutto era partito da un grido d’allarme lanciato dall’FDA americana che si era improvvisamente svegliata con  la percezione che le protesi mammarie non fossero state sufficientemente studiate. Ne venne limitato l’impianto quindi solo per i casi di chirurgia plastica ricostruttiva mentre per l’estetica venne consentito solo l’uso di protesi mammarie riempite con soluzione fisiologica. Dopo qualche tempo l’allarme ebbe a rientrare e in quasi tutti gli stati del pianeta vennero reintrodotte per la mastoplastica additiva le protesi mammarie in silicone.

Nel 2006 anche negli States dopo anni di verifiche  scientifiche imposte dall’FDA, le protesi mammarie in gel di silicone vennero reintrodotte nell’uso anche per la chirurgia estetica  ( aumento del seno ) e non solo per la chirurgia ricostruttiva.

Il nostro paese, dopo un periodo di tempo ( anni ’93, ’94 ) nel quale venne consentito l’impianto di protesi mammarie ad acqua e vietato l’uso di protesi mammarie in gel di silicone, l’impiego di protesi mammarie in silicone per l’aumento del seno e’  subito tornato legittimo e costituisce attualmente la tecnica più utilizzata dalla stragrande maggioranza dei chirurgi estetici che eseguono una mastoplastica additiva.

Le problematiche esplose nel 1992 di cui si è parlato hanno costituito il movente per la ricerca  e come conseguenza positiva abbiamo che le  protesi mammarie attuali sono molto migliori delle protesi di un tempo in quanto sono  costituite da un tipo di gel di silicone particolarmente coesivo ( più solido ), che presenta minor trasudazione e quindi minore reattività dei tessuti circostanti ( contrattura capsulare ecc. ).

Con la Legge 86 2012 (Gazz. Uff., 27 giugno 2012, n. 148)

Nel nostro paese l’istituzione  del Registro Nazionale  degli impianti protesici mammari è legge dello Stato.

Nello stesso decreto viene disposto il divieto  di impianto di protesi mammarie a scopo meramente estetico su pazienti di minore età. A nulla incidendo  il consenso dei genitori.