Le domande più comuni (dette o taciute)

Gli ambiti delle domande più frequenti che si pone chi si rivolge alla chirurgia estetica sono:
Il tipo di ricovero, il tipo di anestesia, i tempi di recupero, l’impatto con gli altri, il confronto dei prezzi, la possibilità, intesa anche come rischio, di ritocchi, la possibilità di insuccesso, le garanzie, i rischi generici e specifici.

Prima di entrare nel merito delle domande più generiche (meno interessanti) rispondiamo subito a domande più specifiche che ci vengono poste soprattutto pe quanto riguarda la mastoplastica additiva e per quanto riguarda la rinoplastica.

Mastoplastica additiva – domande più frequenti: protesi rotonde o anatomiche? Sotto muscolo o retro ghiandolari?

Risposte:
le protesi oggi più utilizzate sono per lo piu’ rotonde (le protesi anatomiche sono indicate in casi limite, ma esteticamente le protesi rotonde corrispondono maggiormente a un seno più naturale).
La posizione retro muscolare delle protesi trova indicazione quasi esclusivamente nei soggetti magri con poco seno. Negli altri casi la soluzione retro ghiandolare è più indicata.

Rinoplastica – domanda più frequente: rinoplastica chiusa o rinoplastica aperta (open)?

Risposta:
la rinoplastica open ha indicazioni molto limitate. Ove possibile è sempre consigliabile la rinoplastica chiusa. Evita cicatrici aggiuntive e consente al chirurgo di valutare step by step il risultato reale ( naso col suo rivestimento cutaneo in sede) e non dedotto da quanto sta facendo sulle strutture profonde del naso (naso scoperchiato).

Ė possibile fare una rinoplastica col rinofiller?

È una tra le tante corbellerie che si sentono e che si leggono. Vediamo di chiarirlo in modo semplice e una volte per tutte. I vari rinofiller altro non sono che sostanze fluide iniettabili per modificare la linea del dorso del naso ( nel caso del naso, ma sono le stesse sostanze iniettabili per le rughe o per qualunque depressione che possa trarre un vantaggio estetico dal suo riempimento ). Come tale la sostanza iniettabile può essere semipermanente riassorbibile e quindi a durata limitata nel tempo oppure definitiva. Generalmente si preferisce utilizzare sostanze riassorbibili in quanto i filler permanenti possono dare qualche problema. Già il concetto di un rimodellamento temporaneo del naso ( rinofiller riassorbibile ) dovrebbe lasciare qualche dubbio….ma il punto è un altro e cioè la possibilità di migrazione ( scivolamento in basso ) del filler iniettato com le prevedibili conseguenze….. A parte i limiti di modifica estetica del filler ( camouflage di una gobbetta o aumento di proiezione della punta ).

Nella chirurgia del ringiovanimento del viso si sente parlare con sempre maggior interesse dei fili di sospensione che avrebbero il vantaggio di avere un minor costo rispetto alle procedure tradizionali di face lift e di non richiedere un intervento vero e proprio. Il suo parere in merito?

Nella chirurgia di ringiovanimento del viso vale la regola che qualsiasi procedura, anche la più radicale contrariamente ai timori della generalità dei pazienti che si preoccupano di non cambiare troppo ecc alla fine dà risultati inferiori alle aspettative. Con la metodica dei fili ( soft soft soft ) passati un paio di mesi, tanto quanto basta al “rientro” degli edemi post operatori, il risultato può considerarsi veramente insufficiente anche a fronte di aspettative modeste. Per non dire nullo. Se teniamo conto delle possibili complicazioni proprie di questa metodica ( decubito dei fili che sono rigidi….) considerando come procedura alternativa ( per restare nell’ambito della chirurgia non invasiva o mini invasiva ) il mini lift, non c’è dubbio che la metodica dei fili di sospensione debba essere considerata ( è un mio parere naturalmente….) out ed essere relegata nella soffitta delle cose inutili. Se non dannose.

Le moderne liposuzioni ( laser, crio, ecc ) sono veramente rivoluzionarie rispetto alla metodica tradizionale?

La metodica tradizionale che si basa su uno strumentario costituito da cannule aspiranti di vario diametro ( da due a poco più di quattro mm ) non costituisce l’aspetto essenziale della lipoaspirazione tradizionale. L’aspetto essenziale di questa metodica è sempre rappresentato dalla “testa” del chirurgo che aspira. Testa che naturalmente guida la mano ecc. il punto essenziale di una liposuzione non è tanto quello che si aspira ma quello che si lascia in situ per evitare avvallamenti, depressioni, irregolarità di superficie. Con le metodiche cosiddette moderne ( laser lipo, crio lipo, lipo ad ultrasuoni ecc ) il controllo dell’aspirazione è meno preciso di quanto non possa essere con la metodica diciamo ” a freddo ” cioè con la metodica tradizionale ( gli ultrasuoni e il laser producono calore oltre il grafo di “sopportazione ” fisiologica delle cellule mentre la crio lipo utilizzando il congelamento delle cellule per causarne la distruzione non può garantire una selettività dell’azione ) e quindi può essere limitato a trattamenti soft, di piccola entità, ove correre meno rischi possibili. Non ci sono vantaggi nell’utilizzo delle metodiche alternative se non dal punto di vista propagandistico: la novità. In tal senso mi sembra estremamente attuale quello che scriveva Alessandro Manzoni: ” …non tutto ciò che viene dopo può definirsi progresso…”.