Chirurgia Estetica Milano - DR. Giovanni PONZIELLI

DOMANDE E RISPOSTE

Le domande più comuni (dette o taciute)

Gli ambiti delle domande più frequenti che si pone chi si rivolge alla chirurgia estetica sono:

Il tipo di ricovero, il tipo di anestesia, i tempi di recupero, l'impatto con gli altri, il confronto dei prezzi, la possibilità, intesa anche come rischio, di ritocchi, la possibilità di insuccesso, le garanzie, i rischi generici e specifici.

Quanto al regime di ricovero possiamo considerare tre eventualità: l'ambulatoriale, il day surgery e il ricovero ordinario, minimo di un giorno e di una notte. L'indicazione dipende dalle condizioni generali del paziente, dal tipo di anestesia e dalla durata dell'intervento. Se non è detto che un intervento eseguito in anestesia generale debba per forza prevedere un ricovero ordinario anziché un day hospital, è certo che un intervento impegnativo, eseguito in anestesia generale o anche in anestesia locale e in sedazione, durato alcune ore e terminato nel tardo pomeriggio deve richiedere l'ospedalizzazione almeno della notte. La cosa importante è che i criteri di scelta siano costituiti dall'indicazione corretta e non dalla semplice valutazione economica.

Quanto al tipo di anestesia in linea di massima possiamo dire che un intervento di superficie, come ad esempio la blefaroplastica o un miniliftig o il trimming di una cicatrice o una piccola lipoaspirazione possono tranquillamente essere eseguiti in anestesia locale, magari con l'aggiunta di un po' di sedazione; mentre una addominoplastica, le mastoplastiche, le rinoplastiche che prevedano anche l'intervento sulle ossa o le settoplastiche vengono preferibilmente eseguiti in anestesia generale. E' possibile, anche se non tanto richiesta, l'anestesia spinale, per quei territori al di sotto del bacino. In tema di rischi, un tipo di anestesia non comporta rischi maggiori ( quoad vitam ) degli altri tipi.

Quanto ai tempi di recupero dobbiamo distinguere tra interventi sulle parti scoperte come il viso e interventi sul corpo. Premessa l'estrema variabilità connessa col tipo di reattività individuale e con il trauma operatorio variabile in base alla sensibilità dell'operatore e all'invasività delle tecniche adottate, possiamo dire con ragionevole sicurezza che dopo una settimana, dieci giorni, magari con l'adozione di qualche "coprente" il soggetto può cosiderarsi presentabile dopo interventi tipo la blefaroplastica, il lifting o la rinoplastica, mentre per quanto riguarda i lividi conseguenti agli interventi di rimodellamento corporeo con le varie tecniche della lipoaspirazione possiamo considerare tre settimane prima che il soggetto operato possa esporsi in pubblico, magari in piscina, senza doversi sentire gli occhi addosso. Per quanto riguarda la ripresa degli sports, quattro settimane possono essere un periodo ragionevole a seguito di interventi sulle mammelle o sull'addome. Per quanto riguarda la stabilità dei risultati siamo nell'ordine di mesi. Un naso dalla pelle grassa può richiedere anche otto mesi, un anno prima di sgonfiasi completamente, ma si tratta di casi limite. Due o tre mesi possono essere considerati un periodo medio sufficiente per il raggiungimento della stabilità del risultato, cioè per l'evidenza completa del "manufatto" chirurgico per la maggior parte degli interventi.

I rischi di insuccesso in un intervento di chirurgia estetica sono soprattutto legati a cattiva informazione che condiziona attese poi deluse.
E' possibile che eventi complicativi, come infezioni, ematomi o errate manovre chirurgiche producano effetti negativi sul risultato finale ma non è l'eventualità più frequente. C'è poi ovviamente l'esperienza e la sensibilità del chirurgo il cui mestiere è stato detto sta a metà strada tra l'arte e il mestiere. La cosa importante, è ragionevole insistere, è la corretta informazione su tutte le possibilità alternative, sul rapporto costi/benefici e sulle priorità poste dal paziente. Non sempre un preventivo particolarmente elevato è garanzia di professionalità e di certezza di risultato, ma non è vero nemmeno il contrario. Quando un preventivo particolarmente basso può essere proposto solo a scapito dell'adozione di condizioni di sicurezza, come ad esempio un ambiente sterile, la presenza di un anestesista, la possibilità di permanenza in clinica oltre lo stretto necessario, la possibilità di operare in equipe ecc, tutto ciò deve essere preso in seria considerazione. La chirurgia estetica non va mai vista come un occasione per fare degli "affari".

La possibilità di ritocchi è insita nel concetto stesso di chirurgia estetica diretta a strutture sane , da migliorare solo sotto il profilo estetico.
Dobbiamo distinguere tra ritocchi necessari per qualche misunderstanding, cioè difformità del risultato da quello immaginato dal paziente e non colto dal chirurgo, da ritocchi necessari per qualche errore tecnico commesso o per qualche complicazione subentrata nel postoperatorio e comunque rimediabili con un reintervento, da richieste ingiustificate da parte di soggetti dismorfofobici che non vanno assecondati. Gli interventi che più sono soggetti a revisioni secondarie sono le rinoplastiche.

Quanto alle garanzie dobbiamo distinguere tra le garanzie di risultato e le garanzie assicurative. La chirurgia estetica non può dare garanzie di risultato, mentre è opportuno da parte dei pazienti garantirsi che il chirurgo prescelto abbia una buona polizza assicurativa.
Consiglio in caso di contestazioni, il buon senso, la pazienza e la prudenza sia da parte del paziente sia da parte del chirurgo. E' noto il motto: meglio un buon compromesso che una causa vinta e questo vale anche per i professionisti. Ai pazienti delusi di un risultato inferiore alle aspettative suggerirei di prendere in seria considerazione la buona fede e la lealtà del chirurgo prescelto, prima di condannarlo senza possibilità di riscatto e di rivolgersi al legale di fiducia e ad un altro chirurgo.