Gli inestetismi delle orecchie di interesse della chirurgia estetica sono essenzialmente costituiti dalla eccessiva distanza dei padiglioni auricolari dalla testa. L’espressione tecnica di questo inestetismo è orecchie ad ansa comunemente note anche con l’espressione di orecchie a sventola.

L’eccessiva sporgenza dei padiglioni auricolari dalla testa dipende dall’angolo oto-mastoideo (oto sta per orecchio dalla lingua greca e mastoide è la regione del cranio corrispondente) eccessivamente aperto e dall’assenza, nelle forme tipiche, dell’antelice (la piega maggiore dell’orecchio che definisce il paglione auricolare nel suo margine periferico).

L’inestetismo delle orecchie a sventola è congenito e come tale può essere considerato una malformazione auricolare.
Le malformazioni maggiori che potremo anche definire vere e proprie malformazioni più che semplici inestetismi , come ad esempio la microzia (in questa malformazione auricolare l’orecchio esterno, cioè il padiglione auricolare è presente solo come abbozzo) o l’orecchio a coppa (qui il padiglione auricolare in assenza di pieghe auricolari ha la forma di una cavità ristretta) sono di raro riscontro e non sono comunemente oggetto della chirurgia estetica bensì della chirurgia plastica ricostruttiva. In altri casi l’inestetismo di un orecchio che rende indicato un intervento di chirurgia estetica dell’orecchio (otoplastica) può riguardare semplicemente il lobo auricolare, non solo come fatto congenito, ad esempio per un lobo eccessivamente sviluppato, ma anche e più spesso come fatto acquisito e conseguente all’uso di pendenti eccessivamente pesanti.

La malformazione tipica dell’orecchio a sventola viene risolta in genere prima dell’età scolare cioè prima dei sei anni proprio per evitare le ripercussioni psicologiche che il bambino potrebbe subire con l’impatto della nuova dimensione della scolarità e con la conseguente socializzazione.
Non è raro il caso che la decisione di porre rimedio alla malformazione auricolare, ricorrendo alla chirurgia estetica, venga presa in età adulta: in questo caso l’intervento viene eseguito in anestesia locale e in day-surgery.
Nel caso più frequente in cui si tratti di un bambino ovviamente la scelta è per l’anestesia generale.
La cicatrice residua dall’intervento resta nascosta perchè collocata nella parte posteriore del padiglione auricolare così come la cicatrice della correzione di un lobo troppo grosso può essere nascosta posteriormente.
Infine, un altro tipico intestetismo del padiglione auricolare, inestetismo che può presentarsi isolatamente o che può essere associato all”orecchio ad ansa è rappresentato dall’eccessivo sviluppo del padiglione stesso; anche in questo caso è possibile ridurre chirurgicamente le dimensioni delle orecchie.

Otoplastica e anestesia

L’intervento di otoplastica si esegue in anestesia locale a meno che non si tratti di un bambino per il quale è necessaria l’anestesia generale.

Otoplastica come si esegue l’intervento

Sono descritte molte varianti tecniche per l’intervento di otoplastica. Basti sapere per il non addetto ai lavori che quasi tutte le procedure di otoplastica prevedono un accesso chirurgico dalla superficie posteriore dell’orecchio e che quindi non ci sono cicatrici visibili. Tutte le procedure di otoplastica consistono nel perfezionare le pieghe naturali dell’orecchio, accentuando quelle poco pronunciate, oppure di realizzare la piega principale (l’antelice) la cui assenza è la causa principale dell’orecchio a sventola. In alcuni casi è prevista la riduzione della cartilagine della conca (che è la parte anatomica principale del padiglione auricolare e il cui eccessivo sviluppo contribuisce alla forma anti estetica delle orecchie di elefante)

Otoplastica tempi di recupero

Dopo l’intervento di otoplastica bisogna considerare una decina di giorni per la rimozione dei punti di sutura. Le orecchie in tale periodo rimarranno protette da una comune fascia sportiva. Per avere un risultato stabile e naturale ci vuole circa un mese dopo l’otoplastica.