IPOTROFIA MAMMARIA
I seni piccoli che la paziente vuole di dimensioni maggiori devono essere aumentati di volume con l'introduzione di protesi mammarie.
Le protesi mammarie sono dei volumi aggiuntivi di forma rotondeggiante e di consistenza simile a quella di un seno naturale, di materiale biocompatibile. Il loro contenuto più frequentemente è di gel di silicone, meno frequentemente di poliuretano o di soluzione salina. Variano per forma e dimensioni.
La forma ha più importanza in quei tipi di protesi previste per la ricostruzione mammaria dopo mastectomia. In questi casi, per garantire il mantenimento della forma voluta (a goccia o anatomica) le protesi sono riempite con un gel di silicone di particolare coesività che le rende semisolide. Sarà il chirurgo di volta in volta a consigliare la protesi più idonea e a fornirne le relative spiegazioni.
Le protesi vengono alloggiate sotto la ghiandola mammaria o sotto il muscolo grande pettorale attraverso una via di ingresso di pochi centimentri che viene scelta generalmente al margine inferiore dell'areola o in un piccolo tratto del solco sottomammario o nel cavo ascellare.
La preferenza della sede di impianto della protesi (retro ghiandolare o retro muscolare) e la via d'accesso tra quelle descritte dipenderà dal tipo di seno e dalle preferenze del chirurgo.
Le complicazioni più frequenti nel seno protesizzato sono costituite dalla contrattura capsulare. Intorno alla protesi cioè si forma un involucro fibroso che in certi casi diventa più spesso e tende a contrarsi e quindi a ridurre il suo volume; questo comporta un indurimento del seno per l'aumento della tensione e alterazioni della forma e della simmetria soprattutto se il fenomeno interessa uno solo dei due seni, come spesso accade.
Altra complicazione è il wrinkling, che consiste nella percezione tattile e visiva delle piegoline che le protesi mostrano a seguito di una contrattura capsulare anche modesta, a fronte di un tessuto di rivestimento (cute e ghiandola mammaria) di scarsa entità, cioè poco consistente, magari a distanza di tempo. Ciò è dovuto anche al fatto che le protesi, per mantenere una maggior morbidezza e per poter essere inserite da un piccolo accesso più agevolmente, sono appositamente sotto riempite e quindi consentono più facilmente la formazione di piegoline.
Le protesi non hanno una durata illimitata, quindi non devono essere considerate definitive: dopo 10-15 anni possono doversi sostituire.