RICOSTRUZIONE MAMMARIA DOPO MASTECTOMIA
Oggi la ricostruzione mammaria dopo mastectomia trova generalmente il suo primo approccio nella stessa seduta operatoria dedicata alla asportazione della mammella.
Ci sono tuttavia molti soggetti con la necessità di ricostruire la mammella rimossa anni addietro, quando l’importanza della ricostruzione mammaria dopo mastectomia non era così condivisa e i pazienti mastectomizzate venivano dimesse senza altro che la cicatrice chirurgica sul torace e senza altre prospettive o programmi ricostruttivi.
In questi casi le procedure ricostruttive prevedono:
1) l'impianto di protesi mammaria per una ricostruzione diretta della mammella quando ( raramente ) il torace presenta cute di buona qualità ed in quantità sufficiente a contenere la protesi;
2) l’impianto di un espansore cutaneo per ottenere una disponibilità di cute adeguata al volume della protesi da impiantare nei casi di scarsa disponibilità di tessuto di rivestimento a livello della parete toracica.
3) nei casi in cui la qualità del tessuto residuo dopo l'asportazione mammaria non sia buona, ad esempio per esiti radiodermitici, si può prevedere una sostituzione parziale dei tessuti cicatriziali o radiodermitici e una loro sostituzione con tessuti migliori ottenuti dalla rotazione di una serie di lembi a provenienza dall'addome o dalla schiena.
La chirurgia ricostruttiva della mammella, a prescindere dalla tecnica prescelta, ha come atto chirurgico conclusivo la ricostruzione dell'areola e del capezzolo, nonche il rimodellamento della mammella controlaterale, specie se questa sia cadente o eccessivamente grossa.
E' proprio con la somma degli atti chirurgici descritti che siamo oggi in grado di ottenere risultati veramente molto soddisfacienti.